E quindi il Natale è arrivato davvero. Come avete festeggiato? O meglio, avete festeggiato? E’ stata l’occasione per trascorrere un momento sereno in buona compagnia oppure siete fra la schiera di quelli che dalle festività escono ammaccati dalla malinconia? Considerate le brutture del presente devo dire che negli ultimi anni (e forse quest’anno in particolare) mal sopporto l’affanno consumistico che sembra investire chiunque viva alle mie (fortunate) latitudini e di conseguenza anelo l’arrivo di gennaio, mese quieto in cui tutto ricomincia e che ho l’impudenza di vivere con positività, illudendomi che possa segnare, con il suo primo giorno, un reale momento di passaggio. Mi illudo che il profumo del calicanto e dei giacinti sia foriero di una primavera non solo concreta, ma anche metaforica e che davvero le cose possano andare meglio per il mondo (di quello che capita a me, non mi lamento, anzi ringrazio). Nel mio piccolo, nel mio quotidiano, cerco di fare bene quel che faccio (cerco, appunto) e se mi prendo un impegno, benché ludico, tento di rispettarlo e di impegnarmici. Così ho fatto anche per la terza missione di Pod’s got Genius, il talent per podcaster al quale sto partecipando e del quale ho scritto nel post precdente. Il compito che ci era stato affidato era quello di realizzare un episodio dramedy a tema natalizio utilizzando basi musicali natalizie. E’ stata per me una vera impresa perché come forse avrete intuito il tema “Natale” non mi sconfinfera e scrivere dramedy è veramente difficile. Alla fine della prova (soprattutto della scrittura) mi sono sentita come il Marat del dipinto “La morte di Marat” di J.J. David… morta, appunto! L’episodio è stato pubblicato proprio alla Vigilia di Natale e se volete ascoltarlo lo trovate a questo link https://open.spotify.com/episode/1mnRWggXEs9oRjKNpTCEAv?si=04a822a8306f452c ma qui sotto condivido con voi lo script che mi è costato tanto lavoro. Credo di aver fatto un buon lavoro, anche se temo sia troppo lungo e che ci siano punti che avrei potuto sfrondare. Uh, mica un capolavoro, eh, ho detto un buon lavoro, niente di più. La cosa di cui son contenta e soddisfatta è la possibilità che mi sta offendo la partecipazione a questo talent-podcast di misurarmi con cose che non so fare o che non ho mai fatto prima, come ad esempio comporre volutamente un testo dramedy a tema natalizio (solo sotto minaccia avrei pensato di poter fare una cosa simile)! Se nei due episodi precedenti avevo utilizzato uno stile a tratti diaristico a partire da ricordi o esperienze personali, stavolta mi sono inventata una storia di sana pianta. Una storia leggera, ma non troppo, certo non zuccherosa, anzi pittosto “acida” (e dico “acida” a ragion veduta), una famiglia immaginaria attorno alla tavola imbandita, una prozia curiosa di conoscere particolari scabrosi ed ignara di essere lì lì per fare una nuova esperienza, un fratello “imprenditore” e un rumoroso contorno di parenti indigesti. Insomma, il testo lo condivido e se qualcuno avesse la voglia di leggerlo e di lasciarmi un commento gliene sarei grata.

TOMBOLA!
di Valeria Battaini per Pod’s Got Genius

Ci hai mai fatto caso che le feste comandate – a qualsiasi latitudine – portano sempre un po’ di scompiglio, eccitazione, tensione, ansia da prestazione, un latente nervosismo?
Chissà, forse è che si nutrono grandi aspettative quasi sempre a rischio delusione, forse l’idea di passare la giornata con la zia Ernesta non ci entusiasma, specialmente da quando non sopporta più di avere la dentiera in bocca. Forse temiamo che il cugino Lodovico (Lodovico!) – che durante l’anno cerchiamo di evitare in tutti i modi – si lanci nell’esaltazione delle criptovalute cercando di appiopparci un pacchetto di investimento. Probabilmente siamo terrorizzati all’idea che gli interessi non esattamente legali di nostro fratello vengano svelati proprio in quell’occasione. Forse siamo atterriti dalla presenza della prozia Elisabetta che da quando ne abbiamo memoria coglie le feste in famiglia come la succulenta occasione per sottoporci la consolidata sequela di domande tutte orbitanti attorno ad un unico argomento: la tua relazione sentimentale e il matrimonio come traguardo imprescindibile? Noooo, la prozia ha superato i 90 anni, ha perso ogni filtro, ogni pudore e vuole sapere solo i dettagli delle tue avventure sessuali! Non le importa che tu sia:
Plin – abbondantemente sotto i 10 anni
Plin – che tu ti sia appena lasciato con la fidanzata
Plin – che tu porti una cintura di castità
Plin – che tu sia il gatto di casa
Plin – che tu stia facendo il noviziato da suora
Plin – che tu abbia scelto l’eremitaggio
Plin – che tu sia semplicemente una persona riservata
E lo sai che la prozia Elisabetta anche quest’anno non si darà per vinta e non sarà contenta finché non le avrai fornito almeno un dettaglio pruriginoso
La tensione forse sale perché temi che Fulvio, l’amico di famiglia da poco felicemente vedovo, attacchi con le barzellette zozze… da anni sempre le stesse.
Barzelletta: “Dottore, ho una diarrea spaventosa”. “Ha provato con un limone?”. “Certo, ma appena lo tolgo ricomincia!”. Risata Avete sentito del tizio che è morto per un’overdose di Viagra? Non sono riusciti a chiudere la bara. Risata Un pene ad un altro:- “Ti vedo piuttosto teso oggi, cos’hai?”,- “Sai com’è… tra poco ho un esame orale.” Risata
Chissà, forse l’ansia sale quando alla viglia di Natale ti rendi conto che manca ancora un regalo: proprio quello per tua madre!!!! Grido
Musichetta natalizia distorta
Mia madre ecco… mia madre e mia zia Rita a Natale litigano sempre… su come deve essere allestita la tavola, su quanto salato deve essere il brodo, sulla quantità di tortellini, sul ripieno della gallina, sul numero delle candele da collocare sul tavolino, sulla musica da tenere in sottofondo, su quando accendere il caminetto, sul momento in cui scartare i regali, sulla distribuzione delle cartelle della tombola e sui premi da assegnare.
Ecco… i premi…
ti è mai capitato di avere la strana situazione che tutto stia per precipitare… ? I segnali della catastrofe ci sono, ma non sono così evidenti… c’è qualcosa nell’aria di vagamente inquietante, ma al contempo inafferrabile e allora lasci che le cose vadano… come una sfera sul piano inclinato. Sfera che rotola
Natale 2008. Già all’alba la casa è in subbuglio: mia madre ha chiamato a raccolta tutte le sue sorelle, quest’anno è lei ad averla spuntata: il pranzo di Natale lo organizza lei, cioè, la nostra famiglia, il pranzo si fa da noi, a casa nostra! Solo che mio padre odia le sorelle di mia madre, tutte, indistintamente, e odia anche i rispettivi mariti e pure i loro figli (effettivamente fra loro c’è anche Lodovico… Lodovico!) e quindi su di lui non si può proprio contare… Mio padre esce prima del sorgere del sole per una lunga passeggiata sui monti dietro casa… sappiamo già tutti che arriverà appena in tempo per l’antipasto… anzi, probabilmente lo salterà… fosse per lui salterebbe direttamente al dolce, anzi, direttamente al pisolino pomeridiano, anzi, salterebbe direttamente a Santo Stefano! Ma poi, fatti due conti..: perché buttare al vento 25 anni di matrimonio per un pranzo di Natale in famiglia!? In fondo i miei genitori si amano (tranne a Natale)
Rimaniamo nei paraggi – reclutabili senza alternative – io, mia sorella Paola e mio fratello maggiore, Carlo detto Charlie… Teoricamente
Teoricamente, perché mia sorella è, guarda caso, in preda ad un dilemma esistenziale di natura non ben definita che però la costringe a lunghe sessioni telefoniche con la sua amica Arianna e mio fratello Carlo detto Charlie… beh, mio fratello è appena rientrato dalla nottata
Ora bisogna ammettere che mio fratello Charlie è un tipo simpatico, gioviale, di compagnia… ha un solo piccolissimo difetto… ecco, come dire? Ha una certa propensione per le cose non proprio regolari… per le cose un po’ illegali… ci sa fare, eh, ha uno spirito imprenditoriale… insomma, da un po’ s’è messo in proprio, ha una piccola attività commerciale, diciamo, ecco, un piccolo spaccio, sì… ecco, sì, spaccia… e diciamo che la sua attività si svolge soprattutto di notte, non ha orari, lavora soprattutto durante i festivi.., insomma è un gran lavoratore, e si sa, quando avvii un’attività in proprio ti devi un po’ sacrificare e così fa mio fratello Charlie. Anche la notte della Vigilia di Natale del 2008 perché, quando il lavoro chiama, Charlie risponde… motorini che sgasano
La notte della Vigilia Charlie l’ha santificata tra il Lollypop e il Fandango, passando per lo ShowBiz… clientela in crescita questo Santo Natale. Ha fatto acquisti all’ingrosso Charlie, ci ha investito parecchio in queste feste calcolatore di cassa. È lungimirante Charlie, pensa sempre che è meglio avere qualcosa in magazzino per soddisfare anche i clienti più esigenti: ha una mentalità da imprenditore mio fratello… perciò non ha mica fatto fuori tutto questa Vigilia, diciamo che deve smerciare ancora un po’ di prodotti, ma da Natale all’Epifania che tutte le feste si porta via, ci sono quasi due settimane e avrà tutto il tempo per vendere quello che ha tenuto da parte.
Ma ecco, se Charlie è rientrato alle 7 del mattino dalla nottata di lavoro, si deve coricare un po’ per poter affrontare con brillantezza il pranzo… mia sorella Paola è al telefono con l’amica Arianna… Ergo resto solo io al servizio di mia madre. E quindi: fai questo fai quello metti le posate tira fuori il servizio buono taglia le verdure sottopiatti sottobicchieri stira la tovaglia forchetta coltello cucchiaio cucchiaino piattino per l’antipasto cucchiaino del caffè trinciapollo mestolo segnaposto no quella non può stare vicino a quella che poi litigano come l’anno scorso e come due anni fa le tazzine del caffè le tiriamo fuori dopo piatto per i formaggi quello che mi ha regalato mia sorella quale sorella? La prima che sennò poi s’offende sistema i pacchetti sotto all’albero ma attenta che non ci pisci il cane che lo fa a volte lo fa prepara la tombola i premi per ambo terna quaterna cinquina TOMBOLA campanello
I premi quest’anno sono:
Plin ambo: una scatoletta di acciughe del Cantabrico della Lidl
Plin terna: una candela al patchouli e una confezione di collant color tortora taglia IV
Plin quaterna: una canottiera da uomo taglia XL e una tazza per la prima colazione con scritto “Buongiorno un cazzo”
Plin cinquina: un cesto contenete: un vasetto di mostarda mista, un salame nostrano, biscotti dietetici, caramelline senza zucchero, confezione di tisane miste, marron glacé rotti, una bottiglia di frizzantino
Plin tombola: soprammobile Swarovski consistente in uno specchio a mo’ di laghetto sul quale stanno incollati una coppia di cigni e un grappolo d’uva… così… ad cazzum

C’è da dire che il premio più ambito, contrariamente a quel che si potrebbe pensare, non è lo Swarovski della tombola… quello gira da un po’ di anni… ad un Natale è stato anche vinto, ma poi stranamente dimenticato sul marciapiedi davanti casa. No, il premio più ambito è quello della cinquina, il cesto, il cestone! Cassa del supermercato In genere mia madre, che si occupa di confezionarlo, recupera gli articoli che lo compongono pescando un po’ qua e un po’ là, al discount, al mercato del sabato e… rovistando in casa. Il vasetto di mostarda è stata una conquista dell’ultimo momento nel cestone al supermercato, il salame nostrano contrattato al mercato, le tisane miste erano in offerta nella confezione di halloween, il frizzantino i biscotti dietetici e i marron glacé rotti facevano parte di un’unica offerta del discount mentre le caramelline senza zucchero… o che sembrano essere senza zucchero, quelle mia mamma le ha trovate in casa, non ricorda nemmeno più dove le abbia prese… durante chissà quale offerta tra agosto e settembre. Ma mia mamma è così, è previdente e pensa sempre alla prozia Elisabetta che è fortunata al gioco, ma è anche diabetica… certo la mostarda e i marron glacé non sarebbero adatti, ma quelli li può sempre regalare.
E quindi, si aprono le danze: vocio, tintinnare di bicchieri, posate, TV, cane che abbaia il tinello di casa si fa sempre più affollato, si parte con l’aperitivo mentre mio padre ancora non è rientrato dalla gita in montagna, mia sorella è ancora al telefono con Arianna (ma Arianna non ce l’ha una famiglia?), mio fratello Carlo detto Charlie dorme ancora. Si passa agli antipasti, mio padre non è ancora rientrato, a mia mamma sale il nervoso, mia sorella si affaccia in tinello ancora col telefono in mano, mia mamma chiama a gran voce mio fratello, Fulvio attacca con la prima barzelletta. Ecco i primi: zia Rita si incazza con mia mamma perché non le piace io cd nello stereo, mia mamma si incazza con zia Rita perché non ha grattugiato abbastanza formaggio, il cane abbaia perché sente mio padre rientrare, mia sorella si siede a tavola e lascia Arianna al telefono in viva voce voce al telefono, la prozia Elisabetta comincia a fare domande a Lodovico che sino ad ora non ha ancora parlato, mia mamma si incazza con mio padre perché è vestito da montanaro e non si mette mai carino che ha tante belle cose nell’armadio, il cane abbaia contro la seconda barzelletta di Fulvio, mio fratello ancora non si vede. Si passa ai secondi: le sorelle di mia madre parlano in contemporanea cercando di ignorare la terza barzelletta zozza di Fulvio, la prozia Elisabetta ha già fatto domande ai cugini più giovani perché si sa che l’adolescenza è fatta di risvegli ormonali, si sente lo sciacquone del bagno… segno che Charlie si è svegliato, mio padre lo chiama a gran voce con la bocca piena perché il Natale in famiglia non lo sopporta, ma apprezza il ripieno della gallina, mia mamma si incazza perché mio padre grida. Dopo i secondi e i contorni arrivano i formaggi e poi la frutta secca e i mandarini, la prozia Elisabetta sta facendo domande ad Arianna che sta ancora al telefono in viva voce, arrivano i dolci: panettoni, pandori, torroni e vini stappo. La prozia Elisabetta è su di giri perché non è stata indietro col bere, ma diciamo che tutti sono un po’ alticci compresa mia madre che ora si sta appiccicando con zia Rita per chi fa il caffè. Mi sorella Paola se ne va da tavola portando con sé la viva voce di Arianna “Grazie, è stato un Natale bellissimo”, mio fratello Charlie si è seduto accanto a Lodovico stropicciandosi gli occhi… non è ancora completamente sveglio, per quello si è messo vicino a Lodovico. Si son fatte le 17: distribuzione delle cartelle, parte la tombolata di Natale! Tintinnio di monete Ambo lo fa mio padre ma a lui le acciughe del Cantabrico fanno schifo “che premio di merda” dice, terna la fa la zia Rita e questo fa incazzare moltissimo mia madre, la quaterna va alla cuginetta piccola che non ho ancora citato e che se non fosse per la quaterna non avrei citato mai, cinquina la fa la prozia Elisabetta che così conferma la sua fortuna al gioco, mentre lo Swarovski della tombola seguito da fragoroso applauso se lo aggiudica Lodovico e sembra a tutti un premio adeguato. fragoroso applauso Lodovico pare soddisfatto. Ormai ci si avvia verso le 20. Il tinello sembra un campo di battaglia: bambini in lacrime, pianti di bambini mia madre e zia Rita le si sente litigare dalla cucina bisticci, mio padre s’è eclissato dopo l’ambo a tombola, voce al telefono mia sorella Paola è ancora al telefono con Arianna, Lodovico se ne va perché incredibilmente pare avere una fidanzata che lo aspetta, voci le sorelle di mia mamma continuano a parlare in contemporanea, il cane abbaia, sbadiglio mio fratello Charlie non è ancora completamente sveglio e se ne sta stravaccato sul divano accanto a Fulvio russare che si è addormentato col telecomando in mano. In un angoletto, un po’ provata dalla giornata, ma non ancora paga la prozia Elisabetta scarta il suo premio, la cinquina della tombola: il frizzantino, la mostarda e il salame li conserva, i biscotti dietetici li dà al cane, ha attaccato i marron glacé, ma per assecondare il diabete mellito di tipo due, compensa con le caramelline senza zucchero che quelle mia mamma le ha messe nel cesto pensando proprio a lei. Strane queste caramelline… scintillio cioè, strano non siano incartate una ad una come lo sono di solito, però belle, così colorate, e tutte di forme diverse, triangolini, tonde, ovali e sopra ci sono dei timbrini, farfalline, uccellini, scritte, stelline, cuoricini. La prozia che è generosa le offrirebbe a tutti in cambio di un particolare scabroso, ma prima se ne prende una manciata ed è quando se le sta cacciando in bocca tutte quante che il tempo si ferma… TV distorta se fossimo in un film, la scena sarebbe al rallentatore con i suoni tutti distorti, close-up sulla bocca schiusa della prozia e sugli occhi sbarrati di mio fratello, su Fulvio che si sveglia di soprassalto, sulla tovaglia strattonata, sui bicchieri ribaltati, sul cane che abbaia, ancora sugli occhi sbarrati di mio fratello Charlie, sul suo scatto proteso verso la prozia, sulle pasticche che cadono nella sua bocca, sui denti della dentiera che le frantumano, le polverizzano, su mio fratello che si porta le mani nei capelli e grida noooo, su mia madre e mia zia Rita che si affacciano dalla cucina, su mia sorella che col telefono in mano fa segno che la stiamo disturbando, sugli occhi ridenti della prozia Elisabetta che non capisce cosa stia succedendo attorno a lei, sugli occhi di tutti che guardano interrogativi mio fratello Charlie che crolla in ginocchio scuotendo la testa con occhi increduli. Charlie guarda mia madre che guarda Charlie che guarda mia madre e si rende conto che avrebbe dovuto cambiare location per il suo fondo di magazzino, che per quel sacchetto di pasticche di MDMA sarebbe stata meglio la cassetta del water piuttosto della dispensa, ma Charlie a queste cose non ci pensa, ha la mentalità dell’imprenditore, non del magazziniere, cazzo! E mia madre, capisce anche lei, perché non è che manchino i precedenti e allora ecco che la telecamera si sposta su di lei che si getta sulla prozia che atterrita cerca di gettarsi sul divano, ma i suoi 90 anni e rotti non le permetto la rapidità che vorrebbe. Mia mamma la agguanta e memore delle segrete esperienze di gioventù le caccia due dita in gola. È lì che la pellicola torna a scorrere a velocità normale, nell’esatto momento in cui dalla prozia Elisabetta sgorga un fiotto di vomito che inonda il pavimento del tinello: suono moviola è una madeleine proustiana… dall’aperitivo al dolce, passando per i formaggi e le arachidi tostate per arrivare alle pasticchette colorate! Musichetta nataizia
Non ci sono più stati Natali così a casa mia.
Lodovico incredibilmente s’è sposato, le cuginette sono diventate adolescenti e si sono rifiutate categoricamente di festeggiare in famiglia, Fulvio da qualche anno passa il Natale in Thailandia e anche là racconta barzellette, ma non le capiscono (non solo per la lingua), mia sorella Paola ed Arianna non si sentono più, mia madre e zia Rita litigano ancora, ma non gli serve il Natale per farlo, il cane è cambiato, ma abbaia lo stesso, mio padre tutto sommato è contento. La prozia Elisabetta non è più voluta venire a festeggiare con noi… non le è piaciuto essere trattata così da mia madre…! E poi qualche anno fa è morta, serena, nel sonno… aveva 99 anni
Nel 2008 i Baustelle cantavano Charlie fa surf… quanta roba si fa MDMA … non vorrei risultare arrogante, ma credo proprio fosse dedicata a lui, a mio fratello Carlo detto Charlie. Ho un fratello famoso, non per dire, eh.

P.s. Questo episodio è frutto di fantasia, per realizzarlo non è stata maltrattata nessuna zia Elisabetta. Il mio vero fratello non spaccia, ma fa l’astrofisico che è pure peggio. Buon Natale

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